Il Cimitero degli inglesi
Una nota di Paola Lanzara

E’ uno dei luoghi più affascinanti della città, dove si legge la trasfigurata leggenda degli artisti, poeti e viaggiatori che hanno amato e testimoniato la bellezza dell’immagine di Roma.
Il cimitero cominciò a costituirsi verso la fine del settecento, ma prese a svilupparsi nei primi decenni dell’ottocento. All’epoca i forestieri che professavano altre religioni potevano avere luoghi di culto solamente all’esterno delle mura e non potevano usufruire, in caso di morte, dei cimiteri cattolici (Andersen, nel suo soggiorno romano, racconta di cerimonie natalizie celebrate in un oratorio a Villa Borghese).
La sua origine è datata dalla tomba più antica, quella del 1738.
La sepolcrale piramide di Caio Cestio Epulone († 12 a.C.) molto più tardi incorporata nelle mura, in un angolo remotissimo per la Roma sette-ottocentesca, che doveva apparire della massima suggestione a spiriti presi dalla seduzione delle rovine e della solitudine, agì da inconsapevole richiamo e fece si che presso di essa il governo pontificio concedesse una prima zona di sepoltura. Ancor oggi questa, costituita da un ampio prato con molti pini e sparse tombe (tra le quali quella del poeta John Keats (1795-1821) e del pittore Joseph Severn (1793-1879), è la più serena ed affascinante.
Quello che si chiama “Cimitero nuovo”, disposto in leggero declivio appoggiato alle mura, è un insieme di monumenti pittorescamente disposti, spesso frutto di apprezzabili ispirazioni artistiche in equilibrato incontro tra natura e costruzione, senza pretese di ostentazione. E’ tutto sotto il segno di una grande ricerca di pace e di quell’amore per Roma che è tanto – caratteristicamente – diffuso nelle colonie straniere insediate nella città.
Si notano la tomba di Shelley “cor cordium”, annegato nel 1822 all’età di 29 anni durante una gita in barca nel mare di La Spezia. Il corpo fu recuperato sulla spiaggia di Viareggio e lì, come in un antico rito, cremato alla presenza del suo amico Byron. Come pure si incontra quella del figlio premorto di Goethe, quella del pittore della campagna romana Henry Coleman e di qualche italiano come Antonio Gramsci.
Questo cimitero può essere considerato come un estremo dono di Roma ai suoi “amanti” stranieri e, di rimando, come una sorta di elegia romana in chiave di culture diverse ma che sono viventi nello spirito della città.
Sottolineiamo volentieri, come Giardino Romano – Garden Club questo angolo verde sconosciuto ai più ma con elogiatori appassionati; alcune persone sono addirittura frequentatori periodici di questo luogo in cerca di riposo, silenzio e solitudine.
Un ricordo appassionato lo dedichiamo a Enrico Coleman (1848-1911) che ha voluto esprimere il suo attaccamento a Roma nell’iscrizione che lo ricorda mettendo le date dalla fondazione di Roma.
Ma Coleman, per noi che amiamo i fiori, è il più grande pittore-naturalista che ha concentrato il suo amore sulle orchidee tanto che a lui è stato dedicato un ibrido Orchis x colemanii dal suo amico botanico Fabrizio Cortesi.
Nel mese di novembre che è un po’ triste per la definitiva fine dell’estate e l’entrata prossima dell’inverno, in cui cade la festa del 2 novembre di tutti coloro che hanno fatto il gran passo tra la vita e la morte, ricordiamo, con le orchidee nostrane la raffinata e numerosa famiglia che ha tanti generi rappresentati nella nostra regione.

P.L.

         



LE FOTO DEI NOSTRI GIARDINI:

Tutti i soci sono invitati a inviare qualche fotografia di un angolo interessante del loro giardino,
di una pianta rara, di una fioritura eccezionale....
Il dott. Giacalone per dare il buon esempio ci ha inviato queste due foto:

 foto 1 dr. Giacalone:  Lilium con lumachina

 foto 2 dr. Giacalone:  Fiori...

Altre due foto sono state inviate dalla nostra Presidente:

 foto 3 Paola

 foto 4 Paola



La nostra socia Claudia Giurato ci invia queste splendide foto di tappeti di ciclamini
scattate qualche giorno fa nel bosco della Folgore,
nei pressi di Barbarano in provincia di Viterbo.


 foto 1 Claudia

 foto 2 Claudia

 foto 3 Claudia



Queste ultime foto sono state rubate con un telefonino nel giardino della nostra socia Franca Liuzzo, nel marzo del 2008, peccato che la risoluzione sia un po' scarsa, perché i fiori erano meravigliosi.


 Giardino Liuzzo 1

 Giardino Liuzzo 1

 Giardino Liuzzo 1



Ringraziamo la nostra socia Antonietta Cionni per le due belle foto che ci ha inviato per l'8 marzo del 2009 e che con piacere pubblichiamo in occasione della festa della donna.


 Giardino Liuzzo 1

 Giardino Liuzzo 1


Ringraziamo la nostra socia Mercedes Parodi per questa bella foto.


 Giardino Parodi


Rinnoviamo l'invito a tutte le socie a inviarci le foto dei loro giardini....




















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